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CERTIFICAZIONE
ENRGETICA DLG 192
Mailing del
04/10/2006 |
Nell'isolamento degli edifici l'EPS(polistirene espanso
sinterizzato,chiamato comunemente polistirolo) può contribuire in
modo rilevante al risparmio energetico. Un tema di attualità dopo
l'entrata in vigore, anche in Italia, della Direttiva UE sulle
prestazioni energetiche degli edifici.
Considerando il notevole consumo di energia relativo al settore
edile, responsabile da solo di quasi metà del fabbisogno
nazionale, si intuisce l’importanza di un utilizzo efficiente
delle fonti. È necessario uno sforzo comune rivolto sia al mercato
dell’esistente che a quello delle nuove realizzazioni e che
coinvolga i principali attori del settore: Regioni ed Enti Locali,
costruttori e progettisti attraverso un’adeguata formazione,
aziende che producono materiali da costruzione e prodotti per
l’edilizia, utenti finali che devono essere opportunamente formati
e informati.
Situazione in Italia.
I seguenti dati offrono il quadro della situazione attuale in
Italia:
- Il parco edilizio è costituito da 13 milioni di unità, di cui
1,9 milioni non abitativi (0,22 milioni per il terziario) e 11,1
milioni ad uso residenziale (di cui 9 milioni mono o bifamiliari).
- Gli edifici sono in generale i maggiori consumatori di energia
(30,1% del consumo totale).
- Per costruire un’abitazione di 90-100 m2 occorrono 5-6 tep,
mentre il consumo annuo per il solo riscaldamento è di circa 1 tep.
- Negli edifici italiani i consumi medi per m2 sono i più bassi al
mondo (dopo il Giappone); un dato che si ribalta completamente
considerando il fabbisogno per m2 e grado giorno, segno di cattiva
coibentazione e scarso rendimento degli impianti di riscaldamento.
Protocollo di Kyoto.
La concentrazione di CO2 nell’atmosfera è la più alta mai
registrata negli ultimi 650.000 anni. Tuttavia segnali positivi
per il futuro del nostro pianeta sono emersi dalla Conferenza
delle Nazioni Unite sul clima, tenutasi a Montreal dal 28 novembre
al 9 dicembre ‘05: in base ad un accordo siglato da 155 Paesi su
188 e nonostante l’ostinata chiusura degli Stati Uniti, il
protocollo di Kyoto continuerà anche dopo la sua naturale scadenza
del 2012. È stato inoltre creato un “ad hoc working group”
incaricato di definire le strategie per il secondo periodo di
azione del Protocollo.
Qualcosa si muove...
Anche l’Italia finalmente si sta muovendo in linea con i principi
di Kyoto. Con l’introduzione del Decreto Legislativo n. 192 del 19
agosto ’05 (G. U. 165 del 15.10.’05), è entrata infatti in vigore
la Direttiva UE sulle prestazioni energetiche degli edifici (EPBD)
che si applica alle nuove costruzioni, alle ristrutturazioni oltre
i 1000 m2 e agli ampliamenti superiori al 20%. L’ Energy
Performance of Buildings Directive prevede in particolare:
- Rilevazione integrale dell’energia necessaria degli edifici.
- Requisiti minimi di prestazioni energetiche per edifici nuovi e
per le ristrutturazioni.
- Controllo regolare di caldaie e sistemi di aria condizionata.
- Preparazione di certificati energetici (non più volontari ma
obbligatori) al momento della costruzione, vendita o affitto di
edifici con la consulenza di esperti qualificati. Questo attestato
deve essere in possesso del proprietario o fornito da lui al
futuro acquirente o affittuario.
Viene introdotta una graduatoria a seconda delle prestazioni
energetiche degli edifici: quelli di classe migliore saranno
naturalmente i più ricercati e valorizzati. Il certificato
energetico contribuisce a incrementare la consapevolezza riguardo
alle prestazioni di un edificio, mostra gli enormi potenziali di
risparmio di CO2, crea incentivi per investire in misura sempre
maggiore in sistemi di isolamento termico, riscaldamento e
finestre. Serramenti, esposizione e ombreggiature, areazione,
sistemi modulari sono tutte variabili che incidono sulle
performance della costruzione.
Una casa da 3 litri
Un altro esempio da imitare è quello de “La casa 3 litri”,
realizzata a cavallo tra il 2000 e il 2001 a Ludwigshafen in
Germania nell’ambito di un piano di recupero e riqualificazione
del quartiere Brunck. Il progetto pilota ha coinvolto 9
appartamenti ubicati in un edificio risalente al
1952 con una superficie totale di 699 m2. L’eccellente isolamento
termico è stato ottenuto utilizzando EPS a conducibilità termica
migliorata (20 cm per i muri esterni e per il solaio della
cantina, 30 cm per il tetto), finestre in PVC con vetro a doppia
camera d’aria e un intonaco isolante con microcapsule di cera. È
stato inoltre inserito un impianto di ventilazione controllato con
recupero dell’85% del calore e una cellula a combustione per il
riscaldamento e la fornitura di energia elettrica. Come risultato
finale, un consumo di soli 3 litri/m2 di combustibile all’anno per
il riscaldamento, partendo da una base di 21 litri/m2. Cio’ si
traduce in una riduzione su base annua di circa l’80% dei consumi
energetici (da 2000 a 300 l), delle emissioni di CO2 (da 6 a 0,9
ton) e dei costi di riscaldamento (da 2000 a 300 € per 100 m2)
rispetto ai valori medi di un edificio non risanato. Un notevole
contributo per il benessere dell’uomo e dell’ambiente.
Sempre in Germania sono state modificate le già interessanti
agevolazioni nell’ambito del programma “Risanamento degli edifici
e riduzione di CO2 “, promosso dal Governo e sostenuto dal
finanziamento della KfW Forderbank.
Il principio che muove questa iniziativa è il seguente: maggiore
il risparmio energetico risultante dalla misura adottata, minore
il tasso di interesse.
Il ruolo dell'EPS
Gli esempi tedeschi sottolineano l’importanza di limitare le
dispersioni di calore degli edifici. Un’esigenza che nasce
essenzialmente da tre ragioni tra loro connesse: benessere
abitativo, obblighi di legge e risparmio energetico. Tale
limitazione delle dispersioni termiche può però far sorgere il
problema di quale sia il modo più economico per ottenerla; può
anche trasformarsi in un investimento, quando si riesce a
massimizzare la redditività del capitale impiegato.
Partendo da un discorso generale, il polistirene espanso
sinterizzato è uno dei materiali isolanti preferiti, anche e
soprattutto dal punto di vista economico in quanto, oltre ad
essere durevole e non idrofilo, unisce un basso coefficiente di
conducibilità termica ad un costo, sia di materiale che di posa,
fra i più bassi.
La caratteristica principale dell’EPS è sicuramente la sua bassa
conduttività termica che deriva direttamente dal fatto che questo
materiale è costituito per il 96-99% di aria, chiusa in celle di
dimensioni tali da impedirne i moti convettivi. Quindi la
trasmissione del calore può avvenire soltanto per conduzione (che
è molto bassa nell’aria) e per irraggiamento (che si riduce
rapidamente al moltiplicarsi degli schermi costituiti dalle pareti
delle celle).
Naturalmente la conduttività termica dell’EPS non è un valore
assoluto ma dipende da vari fattori:
- Massa volumica: la conduttività aumenta in modo significativo al
diminuire della massa volumica.
- Temperatura: la conduttività aumenta con la temperatura,
seguendo l’andamento della conduttività dell’aria contenuta.
- Umidità: l’influenza dell’umidità sulla conduttività del
polistirene è trascurabile per effetto del basso assorbimento
d’acqua e della resistenza alla diffusione del vapore.
- Spessore: a causa del diverso contributo che, al variare della
massa volumica e dello spessore, danno al trasporto di calore la
conduzione e l'irraggiamento, la conduttività termica su lastre
dello stesso materiale ma di diverso spessore, da risultati
diversi.
Entrando più nello specifico, è possibile calcolare
l’ottimizzazione degli interventi di risparmio energetico
utilizzando le formule generali relative all’analisi degli
investimenti, in particolare il tempo di ritorno dell’investimento
e il valore netto attuale che sono quantificabili attraverso
formule di matematica finanziaria. |
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