Tratto dal Blog di Beppe Grillo del 08/01/2006
8 Gennaio 2006
Primarie dei cittadini: energia
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Proposte per l’energia.
L’efficienza con cui si usa l’energia in Italia è molto bassa.
Almeno la metà dei consumi è costituita da sprechi che si possono
evitare utilizzando tecnologie economicamente mature. Riducendo
gli sprechi e aumentando l’efficienza non soltanto si ottiene la
massima riduzione possibile delle emissioni di CO2 a parità di
investimenti, ma in misura direttamente proporzionale si riducono
le importazioni di fonti fossili e i risparmi che si ottengono
consentono di pagare gli investimenti senza ricorrere a
finanziamenti pubblici.
La crescita dell’efficienza e la riduzione degli sprechi
costituiscono anche il pre-requisito per lo sviluppo delle fonti
rinnovabili, che, allo stato attuale, costano di più e rendono
meno delle fonti fossili. Solo se si riducono gli sprechi e si
accresce l’efficienza il loro contributo alla soddisfazione del
fabbisogno energetico diventa significativo e si recuperano i
capitali necessari a sostenerne i costi.
Il consumo delle fonti fossili che importiamo si suddivide in tre
grandi voci pressoché equivalenti:
- il riscaldamento degli ambienti
- la produzione termoelettrica
- i trasporti.
Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare
gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di
metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realtà se ne
consumano di più.
Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore
nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri
cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo
massimo consentito nel riscaldamento ambienti. Meno della metà del
consumo medio italiano.
Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici,
nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe
C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5
litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un
consumo non superiore a 3 litri di gasolio, o metri cubi di
metano, al metro quadrato all’anno.
Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica
finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per
evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei
confronti dei Paesi inadempienti, deve articolarsi nei seguenti
punti:
- applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge
10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla
certificazione energetica degli edifici
- definizione della classe C della provincia di Bolzano come
livello massimo di consumi per la concessione delle licenze
edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle
ristrutturazioni di edifici esistenti(ottenibile con l’utilizzo di
pannelli isolanti di spessore doppio o triplo rispetto a quello
utilizzato attualmente n.d.r.).
- riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi
energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con
sanzioni finanziare per gli inadempienti
- agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni
normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col
metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di
chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne
ricava;
- elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo
dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva
europea 76/93, già applicata da altri paesi europei. |