Busto Arsizio - Nell'ambito del contratto di quartiere per via
Tito Speri
saranno realizzati 96 alloggi popolari ispirati a criteri di
bioarchitettura e un uso razionale dell'energia
Case popolari a basso impatto ambientale: il futuro è già qui
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Spendere un po' di più oggi per risparmiare domani, in termini di
energia,
inquinamento e denaro. Questa la filosofia alla base dei progetti
delle
opere previste nell'ambito del contratto di quartiere di via Tito
Speri,
un intervento urbanistico di significativo impatto che vedrà
l'impiego di
tecniche costruttive e progettuali avanzate, con criteri di
bioarchitettura e un impiego innovativo e razionale dell'energia.
Si
tratta di una "prima" assoluta che potrà stabilire un nuovo
standard
abitativo.
A riassumere gli aspetti salienti del progetto è Elio Borsani,
direttore
di Aler Busto.
"Stiamo valutando insieme ad Agesp la fattibilità di un sistema di
trigenerazione - produzione simultanea di elettricità, calore e
condizionamento da una singola fonte energetica. Presumibilmente
si
impiegherà un normale motore endotermico, dal quale tuttavia si
potrà
ricavare non solo energia elettrica, ma anche calore da impiegare
per il
riscaldamento degli appartamenti. D'estate, utilizzando proprio il
calore
prodotto dal motore, pensiamo di fornire condizionamento per
l'albergo da
96 camere previsto nel piano".
"Inoltre" aggiunge Borsani "i palazzi avranno ampie vetrate che
riceveranno e ridistribuiranno il calore solare, e i balconi sono
progettati in modo tale che, data l'altezza del sole
sull'orizzonte nelle
varie stagioni, riceveranno luce d'estate, lasciando ombreggiati
gli
appartamenti, mentre d'inverno saranno gli appartamenti ad essere
direttamente riscaldati dal sole".
Principi di bioarchittettura, dunque, che si estendono anche
all'isolamento, fattore fondamentale per il risparmio energetico.
L'isolamento, termico ed acustico, dovrebbe essere triplo rispetto
allo
standard, in modo da richiedere meno energia, e realizzato con
polistirene.
Chiaramente questi interventi avranno un costo leggermente
superiore a
costruzioni tradizionali: ma il risparmio si vedrà nel tempo,
soprattutto
per gli inquilini delle case popolari, che non dovranno sborsare
bollette
astronomiche.
Positivo il commento che viene da Legambiente Busto: il presidente
Andrea
Barcucci apprezza i contenuti del progetto. "Spesso si dice che il
pubblico è inefficiente, e che il privato lavora meglio: qui si
dimostra
l'esatto contrario. Mi piacerebbe sapere se è prevista la
certificazione
energetica degli edifici, che in Germania è già legge. È come per
gli
elettrodomestici, che hanno varie classi di efficienza energetica:
si
'dichiarano' prima i consumi dell'edificio, garantiti e
certificati. In
più possiamo osservare che il contratto di quartiere prevede di
edificare
su un tessuto già urbanizzato, senza andare ad intaccare lo poche
zone
verdi residue: questo non può che farci piacere".
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